Smerigliatrice cos’è e a cosa serve

La smerigliatrice si vede su ogni da banco di lavoro che si rispetti, ma spesso non si ha chiaro esattamente il suo funzionamento e la sua funzione.È proprio quello che andremo a scoprire in questa guida, in cui capiremo cos’è una smerigliatrice e a cosa serve.

Smerigliatrice: cos’è

La smerigliatrice è una macchina da lavoro per differenti usi. Tra questi ci sono l’affilatura, il taglio e la mola. Infatti spesso la smerigliatrice può essere chiamata anche con il termine di ‘mola’. Questo utilissimo utensile può chiaramente avere, a seconda dell’impiego che se ne fa, diverse forme.

Smerigliatrice: i differenti modelli


Il primo tipo di smerigliatrice che si può osservare è il tipo da banco. Il secondo modello principale di smerigliatrice è quello angolare. Vediamoli entrambi, analizzandone usi e differenze.

Smerigliatrice da banco

Questo è il tipo che viene chiamato mola. Si tratta in genere di un apparecchio costituito da un motore alimentato ad elettricità che viene ancorato saldamente ad un banco di lavoro. Alle due estremità della smerigliatrice si fissano in alternativa due dischi abrasivi, oppure un disco abrasivo ed una spazzola o ancora un disco abrasivo ed uno lucidante. Il primo impiego quindi è quello che si fa per lucidare dei manufatti. Serve anche per smussare gli angoli di oggetti che sono stati precedentemente tagliati. In generale serve per levigare un utensile che è stato lavorato ma che presenta ancora delle imperfezioni, dei trucioli, dei bordi non perfettamente lisci. Un altro uso molto utile è quello che se ne fa per l’affilatura di punte o lame in acciaio. In questo caso la smerigliatrice si rivela utile per lavorare la lama senza surriscaldarla, cosa che la deformerebbe. Premessa fondamentale dunque è che sia la smerigliatrice stessa che i dischi e gli altri supporti siano di buona qualità.

Smerigliatrice angolare

Un altro tipo di smerigliatrice diffusa è quella detta ‘angolare’. In questo caso il nome più comune con cui si conosce lo strumento è ‘frullino’. La prima differenza sta quindi nel modo in cui si maneggia. Il frullino infatti ha un impiego manuale. Non si monta su un banco da lavoro ma si utilizza portandola fisicamente laddove serve. L’uso più comune che se ne fa è quello di taglio. Il frullino è usato spesso dai falegnami che debbano tagliare una tavola di legno o dagli artigiani che debbano tagliare una lastra di pietra. Si montano dei dischi di materiale diverso a seconda naturalmente del tipo di lega che deve essere tagliata. Fondamentale in questi casi è che l’artigiano o l’operaio indossi delle protezioni a norma e resistenti. Potrebbero infatti volare ad altissima velocità schegge di legno, pietra o metallo che rischierebbero di tagliare o ferire chi sta maneggiando il frullino.

Caratteristiche più comuni della smerigliatrice
A prescindere dal tipo di uso che se ne fa, statico o manuale, la smerigliatrice si compone di alcuni pezzi e possiede alcune caratteristiche che possono essere ricomprese nelle seguenti categorie:

  • potenza elettrica: la potenza espressa in watt di una smerigliatrice va da poche centinaia per i frullini più piccoli a più di 2 kW (per i modelli naturalmente più grandi e potenti e montati sui banchi da lavoro);
  • tipo di disco: i dischi che si montano sulla smerigliatrice, come abbiamo visto, sono diversi a seconda del tipo di lavoro che si deve eseguire. Generalmente però i dischi sono rigidi e rinforzati se si deve tagliare un materiale come la pietra o il legno, diamantati (se si deve solo tagliare, soprattutto i materiali più resistenti, essendo il diamante molto potente ed affilato), abrasivi (per l’abrasione appunto) o a lamelle (se si deve eseguire solo un lavoro di lucidatura finale come avviene ad esempio per i manufatti cromati).

Se sei alla ricerca di una smerigliatrice angolare in questo articolo ne consigliamo alcune.